Mars Vigila!
venerdì 15 aprile 2011
sabato 29 gennaio 2011
Progressi
venerdì 28 gennaio 2011
Ostacolo
Ho ricominciato a provarci, succede quando lascio questioni irrisolte nella mia vita.
Mi ritrovo in un bosco verde, soleggiato, gli alberi sono altissimi e quasi non posso vederne le cime. I cespugli sono raggrupati in infiniti intrecci, blocchi di foglie e rami intricati e spinosi che mi chiudono la vista verso spazi più vasti.
Sento i miei piedi che pestano il suolo e i fili d'erba che morbidamente si piegano in tutte le direzioni assecondando il peso dei miei passi.
Accarezzo un tronco e lo sento ruvido come se fossi lì, annuso una margherita, ne strappo il gambo e avverto la linfa vitale che mi bagna le dita e si sparge nell'aria intorno a me emanando un ultimo aroma duraturo.
Non sento quasi più il corpo, avverto solo le dita e il mio respiro debole, mi sembra di sprofondare nel letto e di non avere più alcun muscolo.
Improvvisamente, mi vedo come la reincarnazione di un crociato in cotta di maglia bruna, poi tutto sfuma e ho in testa un elmo corinzio che mi soffoca e mi toglie gran parte della visuale laterale. A fatica vedo che il mio corpo è coperto da una corazza muscolata, lo spallaccio sinistro è a forma di testa di Gorgone. Nella mano sinistra imbraccio uno scudo circolare, non ne sento il peso, su di esso è impresso il simbolo della stella Argeade. Tutto diventa instabile, non riesco a stringere la spada tra le dita.
Il nemico che è innanzi a me ha il mio volto del passato, non so se l'ho deciso io perchè tutto inizia a sfuggire al mio controllo; voglio affrontarlo e ucciderlo ma non ci riesco.
Inizia a farmi male la testa e l'intero mondo che vedo vortica velocemente, vibra, diventa sfocato.
Frustrato torno alla realtà e sento che non riuscirò ad andare avanti finchè non avrò sconfitto il mio avversario.
Mi ritrovo in un bosco verde, soleggiato, gli alberi sono altissimi e quasi non posso vederne le cime. I cespugli sono raggrupati in infiniti intrecci, blocchi di foglie e rami intricati e spinosi che mi chiudono la vista verso spazi più vasti.
Sento i miei piedi che pestano il suolo e i fili d'erba che morbidamente si piegano in tutte le direzioni assecondando il peso dei miei passi.
Accarezzo un tronco e lo sento ruvido come se fossi lì, annuso una margherita, ne strappo il gambo e avverto la linfa vitale che mi bagna le dita e si sparge nell'aria intorno a me emanando un ultimo aroma duraturo.
Non sento quasi più il corpo, avverto solo le dita e il mio respiro debole, mi sembra di sprofondare nel letto e di non avere più alcun muscolo.
Improvvisamente, mi vedo come la reincarnazione di un crociato in cotta di maglia bruna, poi tutto sfuma e ho in testa un elmo corinzio che mi soffoca e mi toglie gran parte della visuale laterale. A fatica vedo che il mio corpo è coperto da una corazza muscolata, lo spallaccio sinistro è a forma di testa di Gorgone. Nella mano sinistra imbraccio uno scudo circolare, non ne sento il peso, su di esso è impresso il simbolo della stella Argeade. Tutto diventa instabile, non riesco a stringere la spada tra le dita.
Il nemico che è innanzi a me ha il mio volto del passato, non so se l'ho deciso io perchè tutto inizia a sfuggire al mio controllo; voglio affrontarlo e ucciderlo ma non ci riesco.
Inizia a farmi male la testa e l'intero mondo che vedo vortica velocemente, vibra, diventa sfocato.
Frustrato torno alla realtà e sento che non riuscirò ad andare avanti finchè non avrò sconfitto il mio avversario.
lunedì 27 dicembre 2010
venerdì 10 dicembre 2010
I video del Milano Jiu Jitsu Challenge
L'inizio, quando ero ancora fresco e concentrato:
la fame:
a un'ora dalla lotta:
La sconfitta lampo, provo un armlock ma l'avversario mi schiaccia e fa battere:
la fame:
a un'ora dalla lotta:
La sconfitta lampo, provo un armlock ma l'avversario mi schiaccia e fa battere:
giovedì 2 dicembre 2010
Quote del giorno
martedì 30 novembre 2010
La disfatta in Gallia

Un po' mi ripeto che dovrei essere felice per aver debuttato nel BJJ, certo è che la realtà non posso negarla, e cioè che in parte per colpa mia, in parte per potenti forze cosmiche suine a me opposte, la trasferta milanese si è rivelata un discreto disastro.
Iniziamo col dire che erano due giorni che mi svegliavo alle sei e, non essendo abituato, ero già leggermente debilitato. Sabato mattina arrivo al palazzetto alle 9:20, mangio giusto un po' di frutta secca e cerco di concentrarmi. Alle cinque ancora non avevo lottato, il sonno saliva e pure la debolezza.
Per la stupida paura di non riuscire a rientrare nel peso (tetto massimo 94.3) non avevo più mangiato, ciò ha significato che quando mi hanno chiamato sono salito sulla materassina con 9 ore di digiuno.
Il mio avversario (che poi si è qualificato secondo su 13) era duro, ma non così duro. Ho cercato di oppormi un po' ma dopo esser stato proiettato ci ho visto nero, avevo il campo visivo ristrettissimo e la lucidità in panne. Ho battuto su uno strangolamento quantomeno velleitario, ma complice il tutto mi sentivo davvero svenire. Oltre il danno la beffa, sulla bilancia ho fatto 90.3, 4 kg sotto il peso della categoria, avrei potuto mangiare un cinghiale.
Esco dal palazzetto con l'idea, quantomeno, di abbuffarmi al Giapponese come un maiale dopo due mesi di dieta ferrea. Sfortuna volle che dopo i primi piatti mi prendesse la nausea, ergo sono finito a bere solo l'acqua zuccherosa della macedonia.
Usciamo dal ristorante con un'ora di anticipo, e, naturalmente, io e i miei sfortunati amici troviamo tutti i semafori rossi e il traffico del sabato sera milanese.
Ovviamente perdo il treno del ritorno che, per giunta, mi parte in faccia.
Dopo aver passato un'altra notte in albergo e dopo varie peripezie riusciamo a giungere verso l'una alla stazione centrale. Il mio biglietto era ovviamente No Cambio No Rimborso e per questo sono stato costretto a ricomprarlo, altri 90 euro.
Non avendo i soldi per il pranzo, mangio un pacchetto di patatine e alle 14:15 riparto.
Il Torino challenge è a Marzo, mi allenerò duro e spero di rifarmi, assicurando a me stesso che non farò più errori da niubbo come il non mangiare...sfiga permettendo.
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